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questione di metodo?

Come anticipato dai precedenti aggiornamenti su facebook, ieri sera 7/3/2012 un gruppo di attivisti dei centri sociali padovani, ha occupato per una notte il cinema Altino di Padova, per protestare contro il progetto dell’auditorium di Kada. Oggi gli organizzatori dell’occupazione consegneranno simbolicamente le chiavi del cinema al Comune di Padova per chiedere che lo spazio, chiuso dal 2006, venga riaperto alla cittadinanza, come luogo di cultura e spettacolo. Da tempo, ormai più di un anno, su questo blog, sulla pagina di facebook e su twitter, raccogliamo il sostegno e le testimonianze di chi è contrario alla cementificazione della città e allo sperpero di fondi pubblici: l’area dell’ex Boschetti, dove dovrebbe sorgere il fantomatico auditorium di Kada, doveva essere destinata a verde pubblico, diventando così il naturale prolungamento dei giardini dell’Arena; in un momento di crisi, come l’attuale, in cui le famiglie non arrivano a fine mese, la spesa preventivata per la costruzione dell’auditorium, più di 50 milioni di euro solo per la struttura, sembra uno schiaffo a quella parte di cittadinanza che chiede all’amministrazione di investire nei servizi e nella sicurezza.
La proprietà dell’Altino, si è dichiarata più volte disponibile a cedere l’edificio, che essendo vincolato dalla Soprintendenza sia all’esterno che all’interno, non ha un valore commerciale (come altri cinema venduti a peso d’oro e sventrati in passato per farne negozi, banche…). La risonanza che ha avuto l’occupazione di ieri sui media locali, porta ad una domanda dalla risposta scontata: sono solo questi i metodi con cui a Padova si può aprire un dialogo con i media, le Istituzioni, la cittadinanza? Alle 700 persone che da più di un anno, completamente inascoltate, chiedono al Comune un impegno concreto per salvare il cinema Altino, lasciamo l’ardua sentenza.

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marzo 8, 2012 · 9:09 am